Shibuya, primo luogo a riconoscere le coppie dello stesso sesso
Il 31 marzo 2015 Shibuya, il quartiere alla moda di Tokyo, fu il primo luogo del Giappone a riconoscere le coppie dello stesso sesso.
Il 31 marzo 2015 l’assemblea del quartiere di Shibuya a Tokyo votò un regolamento che in Giappone non si era mai visto. Una netta maggioranza dei consiglieri si alzò in segno di approvazione. Shibuya divenne così il primo comune del Paese a riconoscere ufficialmente le unioni tra persone dello stesso sesso.
Davanti al municipio di quartiere esplose la gioia. In mezzo c’era la coppia lesbica Koyuki Higashi e Hiroko Masuhara. Le due si erano trasferite apposta a Shibuya per potersi registrare lì come coppia. Alzavano uno striscione arcobaleno con la scritta in inglese «Thank you, Shibuya».
Il regolamento prometteva cose molto concrete. Le coppie dello stesso sesso dovevano poter affittare insieme un appartamento e visitarsi in ospedale, come è scontato per le persone sposate. Il certificato non era giuridicamente vincolante. Ma chi discriminava le coppie doveva mettere in conto che il quartiere rendesse pubblico il suo nome.
Le resistenze però non mancarono. Politici conservatori del partito di governo respinsero l’iniziativa, e a Shibuya ci furono manifestazioni di protesta. A livello nazionale un cambiamento rapido non era comunque in vista, perché la Costituzione giapponese definisce il matrimonio come unione dei due sessi.
In autunno arrivò il momento. Il cinque novembre 2015 Higashi e Masuhara ricevettero il primissimo certificato di unione del Giappone. Lo stesso giorno anche il vicino quartiere di Setagaya cominciò a rilasciare attestati simili.
Ciò che era cominciato in un solo quartiere di Tokyo divenne un movimento nazionale. Negli anni successivi numerose città e prefetture introdussero propri sistemi di unione. Un piccolo quartiere aveva mostrato che la parità non comincia per forza nella politica della capitale, ma a volte nel consiglio comunale dietro l’angolo.