Il lancio di un giornale che non era un pesce d’aprile
Solo la data faceva pensare a uno scherzo: nel 1971 uscì a San Francisco un giornale che avrebbe fatto la storia.
Il 1º aprile 1971 uscì a San Francisco il primo numero del «Bay Area Reporter». Chi per via della data pensava a uno scherzo si sbagliava. Dietro il giornale c’erano Bob Ross e Paul Bentley, due uomini dell’ambiente dei bar della città. Ross lavorava allora come cuoco, Bentley saliva sul palco in drag e scriveva rubriche sotto pseudonimo. La stampa era modesta: secondo il giornale stesso, su un ciclostile nel retro di un bar gay.
I primi numeri si leggevano come un foglio della scena locale. Pettegolezzi, oroscopi e molto drag ne caratterizzavano il contenuto; un lettore propose persino di ribattezzare il giornale «Bay Area Drag Reporter». Ma già dopo pochi numeri si aggiunsero notizie politiche. I moti di Stonewall a New York risalivano solo a due anni prima, e le vessazioni contro gay e lesbiche facevano parte della vita quotidiana. Il giornale si inserì nella politica locale, raccomandò candidati ben disposti e riferì di manifestazioni per la parità dei diritti.
Con gli anni il «B.A.R.» divenne la principale fonte d’informazione della comunità. Senza Internet, era lì che si veniva a sapere che cosa succedeva. Anche Harvey Milk scrisse per un periodo per il giornale, prima di essere eletto primo politico apertamente gay di San Francisco. Quando all’inizio degli anni Ottanta l’AIDS raggiunse la città, Ross scelse una copertura approfondita. Nella disputa sulle norme sanitarie si schierò con le autorità. Il suo caporedattore non era d’accordo e lasciò il giornale.
Bentley vendette la sua quota a metà degli anni Settanta; Ross diresse il giornale fino alla morte. Il «Bay Area Reporter» esce ancora oggi ed è tra i più antichi giornali LGBTQ degli Stati Uniti. I primi numeri sono digitalizzati e consultabili liberamente, compreso il primissimo.