Bandiere arcobaleno nella Giornata delle donne
Una marcia delle donne a Biškek divenne nel 2019 il primo Pride dell’Asia centrale e scatenò una tempesta di indignazione.
L’8 marzo 2019 circa quattrocento persone sfilarono nel centro di Biškek. La marcia per la Giornata internazionale della donna chiedeva diritti per le donne e «uguaglianza per tutti». Alcuni partecipanti portavano bandiere arcobaleno. Bastò per mettere in subbuglio il Kirghizistan.
Molti definirono poi il corteo pacifico la prima marcia del Pride dell’Asia centrale. In Parlamento le reazioni furono violente. La deputata Jyldyz Musabekova invitò su Facebook a picchiare i partecipanti queer e avvertì in un dibattito che altrimenti il Paese sarebbe diventato un «Gayistan». Un collega trovò che il Kirghizistan si fosse reso ridicolo davanti agli Stati vicini. Il gruppo nazionalista Kyrk Choro, i «Quaranta guerrieri», minacciò alcune organizzatrici e chiese le dimissioni del sindaco. Alla loro contromanifestazione davanti al Parlamento si presentarono però solo una trentina di persone.
Attiviste per i diritti umani replicarono. Donne lesbiche e trans fanno naturalmente parte del movimento delle donne, disse il giornalista Bektour Iskender, che aveva partecipato alla marcia. Persone queer c’erano state anche prima, solo che questa volta gli oppositori se n’erano accorti.
Le conseguenze si videro un anno dopo. Per la marcia delle donne del 2020 un tribunale vietò dapprima tutte le manifestazioni, ufficialmente a causa del coronavirus. Secondo le organizzatrici il divieto mirava però anche alla partecipazione LGBT dell’anno prima. La città ritirò la richiesta, ma l’8 marzo 2020 un gruppo di uomini mascherati si avventò sulle manifestanti, lanciò uova e strappò striscioni. La polizia portò poi in commissariato circa settanta attiviste, non gli aggressori, e le trattenne per ore senza accesso ad avvocati.
Il Kirghizistan fu a lungo considerato il Paese più aperto della regione. Le bandiere arcobaleno di Biškek mostrarono quanto in fretta questa apertura raggiunga i suoi limiti.