Un gruppo LGBT irlandese sfila per la prima volta alla parata di San Patrizio a New York
Venticinque anni di esclusione, licenziamenti, arresti. Poi un gruppo LGBT irlandese poté finalmente sfilare a New York.
Il 17 marzo 2016, nel tardo pomeriggio, un gruppo con fasce color lavanda e verde svoltò dalla 48ª strada sulla Fifth Avenue a New York. Era la Lavender and Green Alliance. Per la prima volta sfilava ufficialmente alla parata di San Patrizio, la più grande festa irlandese della città. Brendan Fay, cofondatore del gruppo, piangeva di gioia.
Dietro quel momento c’era un quarto di secolo di contese. Dall’inizio degli anni Novanta lesbiche e gay irlandesi non potevano sfilare con un proprio striscione. Fay, un immigrato irlandese, nel 1991 perse il posto di insegnante in una scuola cattolica del Queens perché aveva partecipato alla parata con la Irish Lesbian and Gay Organization. Negli anni seguenti protestò più volte a bordo strada e fu spesso arrestato. Nel Queens fondò inoltre una propria parata, aperta a tutti.
Solo la pressione politica smosse le cose. Il sindaco Bill de Blasio aveva boicottato il corteo per due anni. Poi il comitato della parata invitò il gruppo. Alla fine sfilarono circa trecento persone, tra cui l’icona LGBT Edie Windsor e lo stesso de Blasio, che marciò al loro fianco per tutto il percorso. La conservatrice Catholic League rimase invece lontana in segno di protesta.
A bordo strada ci furono applausi invece di fischi. «È così che dovrebbe essere», disse la cofondatrice Kathleen Walsh D’Arcy. Il presidente del comitato della parata parlò della parata più inclusiva di sempre.
Anni dopo Fay ripensò a quel pomeriggio. Dopo venticinque anni di lotta si era varcata la soglia della Fifth Avenue tra lacrime e applausi. Quel giorno erano cambiati i cuori e la storia.