La «Secret Court» di Harvard perseguita gli studenti gay
Nel 1920 Harvard istituì un organo segreto contro gli studenti gay. Il caso venne alla luce solo nel 2002.
Il 23 maggio 1920 il preside ad interim della Harvard University, Chester Greenough, istituì una commissione di cinque membri incaricata di scovare gli studenti omosessuali. L’occasione fu la morte dello studente Cyril Wilcox, che si era tolto la vita dieci giorni prima. Il fratello maggiore trovò poi lettere che lasciavano intuire una cerchia di amici gay all’università e si rivolse al preside. Greenough si consultò con il rettore Abbott Lawrence Lowell e aggirò di proposito la regolare commissione disciplinare. Nacque invece un organo che si chiamava semplicemente «The Court». In archivio gli atti finirono più tardi sotto il nome di «Secret Court».
Pochi giorni dopo iniziarono le convocazioni. Giovani uomini furono interrogati uno per uno a porte chiuse, fino ai dettagli più intimi. Si svolsero più di trenta interrogatori. Otto studenti furono espulsi dall’università, a un giovane laureato fu vietato l’accesso, un professore assistente dovette andarsene. Gli espulsi dovevano lasciare Cambridge, e futuri datori di lavoro o università ne venivano a sapere il motivo su richiesta. Due degli studenti furono colpiti non per azioni proprie, ma per la loro vicinanza agli accusati. Poterono tornare nel 1921, gli altri no.
Il pubblico non ne seppe nulla per decenni. Solo nel 2002 lo studente Amit Paley trovò in archivio una cartella intitolata «Secret Court Files, 1920». Dopo mesi di ricerche pubblicò la storia sull’Harvard Crimson. L’allora rettore Lawrence Summers definì il procedimento del 1920 ripugnante e se ne rammaricò espressamente. Nel 2012 l’università rifiutò comunque di onorare postumi gli esclusi, richiamandosi alla sua regola sulle lauree postume. Per il centenario, nel 2020, un ciclo di eventi fu dedicato al caso.