Banda, studenti, saccheggio. Come fu distrutto l’istituto di Hirschfeld
Nel 1933 alcuni studenti marciarono con una banda verso l’istituto di Hirschfeld. Fu il preludio al rogo dei libri.
La mattina del 6 maggio 1933 una banda attraversò il quartiere berlinese del Tiergarten, seguita da studenti della Deutsche Studentenschaft. Il loro obiettivo era l’Istituto di sessuologia che Magnus Hirschfeld aveva fondato nel 1919. È considerato il primo centro di ricerca sessuologica al mondo. Hirschfeld non era presente: si trovava allora ad Ascona, in Ticino.
Gli studenti fecero irruzione nell’edificio, distrussero gran parte degli arredi e portarono via decine di migliaia di oggetti. Il capo tenne un discorso davanti alla casa, poi si cantò l’Horst-Wessel-Lied. Nel pomeriggio arrivarono uomini delle SA e continuarono il saccheggio.
L’istituto era molto più di una biblioteca. Medici e consulenti offrivano aiuto a basso costo o gratuito; c’erano consulenze matrimoniali, un museo e un enorme archivio sull’omosessualità e sull’identità di genere. Le persone trans non vi erano solo pazienti, ma vi lavoravano anche. L’istituto rilasciava i cosiddetti «certificati da travestito», che dovevano proteggere dagli arresti. Il termine «transessuale» risale a Hirschfeld.
Quattro giorni dopo, il 10 maggio, i fondi saccheggiati furono bruciati sull’Opernplatz di Berlino, insieme a innumerevoli altri libri. Circa 40 000 persone guardavano; il ministro della Propaganda Joseph Goebbels tenne un discorso. Secondo le stime, i volumi erano tra 12 000 e 25 000. Un busto in bronzo di Hirschfeld fu messo in cima. Uno spazzino lo recuperò il giorno dopo; oggi appartiene all’Accademia delle arti.
Furono sequestrati anche elenchi di indirizzi. Avrebbero poi aiutato i nazisti a perseguitare gli uomini gay. Hirschfeld restò in esilio e morì nel 1935 in Francia. Sul terreno sorge oggi la Haus der Kulturen der Welt.