Un omicidio a una fermata dell’autobus cambia Newark
Disse a un uomo di essere lesbica e per questo fu uccisa. Il caso Sakia Gunn cambiò Newark.
L’11 maggio 2003 la quindicenne Sakia Gunn fu uccisa a Newark, nello Stato americano del New Jersey. La studentessa, che si considerava lesbica, aveva trascorso la serata con alcune amiche al Greenwich Village di New York. Molti giovani queer di Newark ci andavano nel fine settimana per sfuggire alle molestie quotidiane. Sulla via del ritorno le ragazze furono importunate da due uomini a una fermata dell’autobus in centro. Dissero di essere lesbiche perché gli uomini le lasciassero in pace. Il ventinovenne Richard McCullough divenne allora violento e colpì Sakia al petto con un coltello. Morì poco dopo tra le braccia della cugina Valencia, che era anche la sua migliore amica.
Il caso è considerato uno dei primi omicidi per odio secondo la legge del New Jersey sui crimini d’odio. Secondo un attivista, alle proteste si radunarono fino a 2000 persone, e al funerale avrebbero partecipato circa 2500. I media invece guardarono appena, benché fosse stata uccisa una giovane lesbica nera: uno studio contò nei grandi giornali americani solo 21 articoli sull’omicidio di Sakia, contro i 659 sul caso Matthew Shepard del 1998. Nel 2005 McCullough raggiunse un accordo con la procura. L’accusa di omicidio per odio cadde; si dichiarò colpevole tra l’altro di omicidio aggravato e ricevette 20 anni di carcere. Una legge federale sui crimini d’odio che coprisse anche l’orientamento sessuale arrivò solo nel 2009.
Dal lutto nacque un movimento. Attiviste e attivisti fondarono la Newark Pride Alliance; nel 2013 aprì il primo centro comunitario gay e lesbico della città. Nel 2023 un tratto di strada fu intitolato Sakia Gunn Way. E nel 2024 il suo nome fu aggiunto al Wall of Honor dello Stonewall Inn di New York.