Il primo deputato del Congresso morto di AIDS
Il primo deputato del Congresso USA morto di AIDS: sul suo contagio si tacque a lungo.
Il 7 maggio 1987 morì a Washington il deputato repubblicano del Connecticut Stewart B. McKinney. Aveva cinquantasei anni e fu il primo membro del Congresso americano a morire di AIDS. La diagnosi era stata fatta solo durante il suo ultimo ricovero, ad aprile.
Il suo ufficio comunicò che McKinney aveva probabilmente contratto il virus durante una trasfusione di sangue, verosimilmente in un’operazione al cuore nel 1979. Era la versione ufficiale, ed era comoda. Poco dopo la sua morte, però, alcuni amici riferirono che aveva avuto anche relazioni con uomini. Un uomo con cui viveva a Washington e che lui nominò erede dichiarò in seguito di essere stato il suo compagno e che McKinney era già infetto quando si erano conosciuti.
L’ostilità verso i gay di quegli anni contribuì probabilmente a far trattare con tanto riserbo la questione del contagio. Chi moriva di AIDS negli anni Ottanta doveva aspettarsi diffidenza, e in più era in gioco una carriera politica. Come McKinney si sia davvero infettato non si può dire in modo definitivo nemmeno oggi. Una risposta chiaramente documentata non esiste.
Lo si ricorda per altro. Per sedici anni sedette alla Camera dei rappresentanti, tra l’altro nella commissione per banche, finanze e sviluppo urbano, e diede il suo nome alla legge di aiuto ai senzatetto del 1986, il McKinney-Vento Act. La vedova Lucie creò una fondazione che gestisce a Fairfield una casa per persone senza fissa dimora malate di AIDS. Anche una riserva naturale del Connecticut porta il suo nome.
Il caso mostra fin dove arrivasse il silenzio nei primi anni dell’epidemia, fino ai vertici della politica.