Entra in vigore il primo matrimonio egualitario dell’Asia
Il 24 maggio 2019 Taiwan fu il primo Paese asiatico ad aprire il matrimonio a tutti. Più di cinquecento coppie si dissero sì.
Il 24 maggio 2019 a Taiwan le coppie si misero in fila davanti agli uffici dell’anagrafe per sposarsi finalmente. Era il primo giorno in cui le coppie dello stesso sesso sull’isola potevano contrarre matrimonio. Taiwan divenne così il primo Paese dell’Asia con il matrimonio egualitario.
La strada aveva raggiunto una svolta esattamente due anni prima. Il 24 maggio 2017 la Corte costituzionale dichiarò incostituzionale il divieto di matrimonio nel codice civile, perché violava i diritti all’uguaglianza e al matrimonio. Ora il Parlamento doveva agire. Una settimana prima della scadenza i deputati approvarono la legge; la presidente Tsai Ing-wen la firmò il 22 maggio. Per attiviste e attivisti fu il culmine di una lotta condotta da circa due decenni.
La mattina dell’entrata in vigore, a Tainan alle 8 fu registrato il primo matrimonio. Pochi minuti dopo seguì a Hsinchu la prima coppia in cui un partner veniva dall’estero. A Taipei un ufficio era così affollato che le coppie trovavano a malapena posto. Tenevano mazzi di fiori, posavano per le foto e si baciavano. A fine giornata, secondo il ministero dell’Interno, erano 526 coppie, con molte più coppie di donne che di uomini.
Non tutti vollero dire il proprio nome. Alcuni chiesero l’anonimato, perché lo stigma verso gay e lesbiche restava percepibile. La scrittrice Chen Hsue, che scrive sotto pseudonimo, definì la legalizzazione solo il primo passo. Sperava che in futuro le persone queer fossero considerate nella società persone del tutto comuni. Nella Cina continentale il matrimonio egualitario non è consentito, e le relazioni queer vengono regolarmente censurate in televisione, come osservava allora l’AP.