Scompare un retaggio coloniale
Nel 2023 le Isole Cook cancellarono un divieto coloniale dal codice penale. Si chiudeva un lungo percorso.
Il 14 aprile 2023 davanti al Parlamento di Avarua si radunarono membri della comunità queer delle Isole Cook. Sventolavano bandiere arcobaleno, la loro speranza era cauta. Troppe volte era già stata delusa. Ma quel venerdì i deputati cancellarono dal codice penale le norme che vietavano il sesso consensuale tra uomini.
Gli articoli stavano nel Crimes Act del 1969, ma le loro radici erano più antiche. La Gran Bretagna aveva trasmesso un tempo il suo diritto penale all’arcipelago del Pacifico meridionale attraverso la Nuova Zelanda. Le donne non erano mai state toccate. Negli ultimi tempi il divieto non veniva più applicato, ma sulla carta si rischiavano diversi anni di carcere.
La strada verso la riforma fu lunga. Un primo progetto esisteva nel 2017. Due anni dopo una commissione parlamentare, dopo una consultazione pubblica, tolse di nuovo la depenalizzazione, suscitando l’indignazione della comunità. Solo dopo le elezioni del 2022, prima delle quali tutti i grandi partiti si erano espressi per la modifica, arrivò la svolta.
Il primo ministro Mark Brown disse in Parlamento che non era compito dello Stato immischiarsi nella vita privata delle persone, finché tutto avveniva in modo consensuale e senza danneggiare nessuno. Ammise apertamente che la generazione più anziana la pensava in modo più conservatore di quella giovane. L’opposizione venne da due deputati. Uno avvertì che il Paese avrebbe potuto presto seguire l’esempio della Nuova Zelanda e introdurre il matrimonio egualitario.
Karla Eggelton, presidente di Pride Cook Islands, disse che la legge aveva finalmente raggiunto la società. La riforma entrò in vigore il 1º giugno 2023. Il matrimonio però restava negato alle coppie dello stesso sesso, e in altri sei Stati del Pacifico l’omosessualità era ancora reato.