Dieci giorni di carcere per Mae West
Mae West finisce in carcere nel 1927. Ma il vero scandalo era la sua pièce sugli uomini gay.
Il 19 aprile 1927 Mae West fu condannata a New York a dieci giorni di carcere. L’accusa: la sua pièce «Sex» corrompeva la morale dei giovani. West l’aveva scritta con lo pseudonimo Jane Mast, l’aveva diretta lei stessa e vi interpretava una prostituta. A febbraio la buoncostume aveva fatto irruzione durante lo spettacolo e portato via l’intera compagnia sui furgoni della polizia.
West avrebbe potuto pagare una multa. Preferì andare nella casa di lavoro di Welfare Island, oggi Roosevelt Island, e fece della pena una campagna stampa. Dopo otto giorni era fuori per buona condotta.
Dietro lo scandalo di «Sex» ce n’era però un secondo, più interessante da un punto di vista queer. All’inizio del 1927 West aveva portato «The Drag» su palcoscenici di prova nel Connecticut e nel New Jersey. La pièce racconta di un uomo gay sposato con una donna per copertura e culmina in un ballo drag. West si era documentata nei club gay del Greenwich Village, e sul palco recitavano attori gay del quartiere. Le sale erano piene. La Società newyorkese per la soppressione del vizio minacciò però un divieto se lo spettacolo fosse arrivato a Broadway. «The Drag» fu ritirato prima di raggiungere Manhattan.
Lo Stato di New York reagì a «Sex», «The Drag» e altri spettacoli audaci con la cosiddetta Wales Padlock Law. Consentiva di chiudere i teatri e perseguire tutti i partecipanti se uno spettacolo mostrava una «perversione sessuale». Si intendeva soprattutto l’omosessualità. Personaggi gay e lesbici scomparvero per decenni dai palcoscenici di New York o sopravvissero solo per allusioni.
West non si lasciò fermare. Pochi anni dopo era tra le star più pagate di Hollywood. E la scena drag la venera ancora oggi come una delle sue grandi icone.