Il Pentagono esclude di nuovo le persone trans
Solo nel 2016 le persone trans poterono servire apertamente nell’esercito USA. Tre anni dopo il Pentagono richiuse la porta.
Il 12 aprile 2019 negli Stati Uniti entrò in vigore una nuova regola del ministero della Difesa. Chi aveva una diagnosi di disforia di genere di norma non poteva più arruolarsi. Quasi due anni prima il presidente Donald Trump aveva annunciato su Twitter che le persone trans non avrebbero più dovuto servire «in alcuna funzione». L’annuncio aveva allora sorpreso persino i vertici del Pentagono.
Solo nel 2016 il governo di Barack Obama aveva abolito il divieto vecchio di decenni. Da allora soldate e soldati trans potevano servire apertamente e iniziare una transizione. La nuova regola tornava indietro. Veniva ammesso solo chi viveva stabilmente da tre anni nel sesso registrato alla nascita. Una transizione medica escludeva dal servizio. Chi era già in uniforme poteva restare.
Il Pentagono negò che si trattasse di un divieto. Tutti sarebbero stati trattati con dignità e rispetto, si disse. Dati a sostegno del cambio di rotta il ministero non ne presentò. Le critiche furono di conseguenza dure. L’American Medical Association dichiarò che non esisteva alcun motivo medico per escludere le persone trans dal servizio. Aaron Belkin del Palm Center definì la regola un «Don’t Ask, Don’t Tell» per le persone trans. Con quella politica i soldati gay e lesbiche avevano dovuto tacere fino al 2011. Anche ora valeva: chi nascondeva la propria identità poteva servire, chi viveva apertamente no.
A renderlo possibile era stata la Corte suprema. Con cinque voti contro quattro aveva deciso a gennaio che la regola poteva essere applicata finché i ricorsi contro di essa erano pendenti.
Il divieto non durò a lungo. Joe Biden lo abolì poco dopo il suo insediamento nel 2021. Ma la storia si ripeté. Nel suo secondo mandato Trump emanò nel 2025 un divieto ancora più rigido, questa volta anche contro chi già prestava servizio. E di nuovo la Corte suprema lo lasciò valere provvisoriamente.