Davanti al Casinò di Sanremo il movimento gay italiano diventa visibile
Sanremo, 1972: psichiatri, vi curiamo noi! Come un piccolo gruppo portò alla luce il movimento gay italiano.
Il 5 aprile 1972 davanti al Casinò di Sanremo c’era un piccolo gruppo di uomini e donne con cartelli al collo. Dentro si teneva un congresso internazionale di sessuologia del Centro Italiano di Sessuologia, di impronta cattolica. Il tema: «comportamenti devianti della sessualità umana». Si intendeva soprattutto l’omosessualità, come disturbo da trattare e guarire.
Fuori la si vedeva diversamente. Su uno dei cartelli c’era scritto in sostanza: «Psichiatri, siamo venuti a curarvi.» I manifestanti appartenevano al FUORI!, il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano. Il libraio torinese Angelo Pezzana aveva fondato il gruppo la primavera precedente. Il nome era un programma. Arrivò sostegno da diversi Paesi europei, tra gli altri da Mario Mieli, che sarebbe poi diventato una delle voci di riferimento del movimento gay italiano.
Non fu una manifestazione di massa. Ma per la prima volta in Italia persone omosessuali si opponevano pubblicamente e visibilmente all’essere considerate malate. In un Paese in cui di loro si parlava quasi solo sottovoce, fu una rottura.
Oggi la protesta è considerata l’atto di nascita del movimento omosessuale italiano; si parla spesso della «Stonewall italiana». Persino la rappresentanza italiana presso l’ONU a New York ricordò quel giorno nel giugno duemilaventuno, insieme alla resistenza contro le cosiddette terapie di conversione.
Per il cinquantesimo anniversario il movimento tornò sul luogo dei fatti. Nell’aprile duemilaventidue Arcigay presentò a Sanremo una mostra sulla propria storia, e la città visse il suo primo Pride. A pochi passi dal Casinò in cui un tempo si discuteva di come guarire gli omosessuali.