La nascita della bandiera arcobaleno
Il 25 giugno 1978 a San Francisco sventolò per la prima volta la bandiera arcobaleno: tinta in secchi, cucita in una notte.
Il 25 giugno 1978 Gilbert Baker issò per la prima volta sulla United Nations Plaza di San Francisco una bandiera che avrebbe cambiato per sempre il mondo del movimento queer: la bandiera arcobaleno. Era nata su richiesta di Harvey Milk, primo consigliere comunale apertamente gay di San Francisco, che per la Gay Freedom Day Parade voleva un nuovo simbolo positivo per la comunità LGBTQ. Il segno più diffuso fino ad allora era il triangolo rosa, che i nazisti avevano usato per marchiare gli uomini omosessuali nei campi di concentramento. Milk voleva qualcosa che irradiasse gioia, non persecuzione.
Baker, drag queen, artista e veterano dell’esercito, disegnò una bandiera a otto strisce, ciascuna con un significato: rosa per la sessualità, rosso per la vita, arancione per la guarigione, giallo per la luce del sole, verde per la natura, turchese per l’arte, indaco per l’armonia e viola per lo spirito. Insieme a una trentina di volontari tinse la stoffa in secchi di metallo e cucì di notte, nella soffitta del Gay Community Center, le due enormi bandiere, ciascuna di 9 metri per 18. Il comitato della parata gli aveva messo a disposizione 1000 dollari.
Quando quel 25 giugno le bandiere sventolarono sopra la United Nations Plaza, la folla capì subito che cosa significavano. L’attivista Cleve Jones era presente: «Guardavamo e vedevamo le bandiere, e i loro volti si illuminavano. Non serviva alcuna spiegazione. Le persone sapevano subito che era la loro bandiera.» Solo cinque mesi dopo Harvey Milk fu assassinato. La richiesta di bandiere arcobaleno esplose come segno di lutto e di sfida. Baker le fece produrre in serie, e per ragioni pratiche le strisce rosa e turchese scomparvero. Da allora è la versione a sei strisce ad aver fatto il giro del mondo. Baker rifiutò deliberatamente di brevettarla: la bandiera apparteneva a tutti.