Battuta d’arresto per i giovani trans
6 a 3 contro i giovani trans: nel 2025 la Corte suprema apre la strada ai divieti in oltre 25 Stati USA.
Il 18 giugno 2025 la Corte suprema degli Stati Uniti emise una sentenza di principio che colpì i minori trans come poche altre nella storia recente.
Con sei voti contro tre, nel caso United States contro Skrmetti, i giudici confermarono una legge dello Stato del Tennessee che vieta ai medici di prescrivere bloccanti della pubertà o terapie ormonali ai minori trans. A fare causa era stata in origine l’amministrazione Biden, che considerava la legge una violazione del principio di uguaglianza della Costituzione americana. Il presidente della Corte John Roberts scrisse per la maggioranza conservatrice che la legge non discriminava in base al sesso, ma regolava semplicemente età e finalità medica. Bastava quindi un criterio minimo di ragionevolezza, che il Tennessee soddisfaceva senza problemi.
I voti contrari vennero dalle tre giudici progressiste. Sonia Sotomayor lesse in modo insolito la sua opinione dissenziente ad alta voce in aula e dichiarò che la sentenza avrebbe causato danni incommensurabili ai bambini trans e alle loro famiglie. Rinunciò al tradizionale «respectfully» prima di «I dissent».
La sentenza ebbe effetti immediati ben oltre il Tennessee: al momento della decisione 27 Stati americani avevano emanato divieti simili. La sentenza Skrmetti significava che con grande probabilità anche quelle leggi avrebbero retto. Per decine di migliaia di giovani trans e le loro famiglie le conseguenze furono reali: trattamenti riconosciuti come standard dalle principali società scientifiche divennero di fatto inaccessibili in più della metà degli Stati Uniti.
In pieno Pride Month la lotta per i diritti trans fece un passo indietro di anni luce.