La morte del re delle fiabe
Deposto per «follia morale»: il 13 giugno 1886 re Ludovico II muore in circostanze mai chiarite.
Il 13 giugno 1886 re Ludovico II di Baviera e il suo psichiatra, il dottor Bernhard von Gudden, furono trovati senza vita nelle acque basse del lago di Starnberg. Il re quarantenne era stato deposto pochi giorni prima: il 9 giugno il consiglio dei ministri bavarese aveva deciso la sua interdizione, il 10 giugno fu annunciata pubblicamente, e poi Ludovico fu condotto sotto sorveglianza al castello di Berg. Che cosa accadde davvero in quella notte di domenica di Pentecoste resta ancora oggi un mistero.
L’omosessualità di Ludovico non era un segreto quando era in vita. Già nel 1865 nelle scuderie reali di Monaco circolava la voce che il re intrattenesse rapporti illeciti con uomini. Il suo diario, che tenne dal 1869, testimonia la sua lotta interiore: da monarca cattolico combatté per tutta la vita con il suo desiderio, che sentiva incompatibile con la sua fede. Ebbe relazioni strette tra gli altri con il suo gran scudiero Richard Hornig, che nei suoi appunti chiamava «amato della mia anima». Lettere emerse dopo la sua morte mostrano come chiedesse a persone di fiducia resoconti su giovani uomini.
La perizia psichiatrica dell’8 giugno 1886 diagnosticò una «paranoia», senza che il re fosse mai stato visitato di persona. Gli storici considerano la sua attrazione per persone dello stesso sesso un motivo essenziale della sua deposizione; nel linguaggio dell’epoca rientrava in ciò che i periti chiamavano «follia morale».
Se quella notte al lago di Starnberg Ludovico II si sia suicidato, sia morto durante un tentativo di fuga o sia stato assassinato, non è mai stato chiarito. Una cosa è certa: morì come una persona la cui diversità non era tollerata dalla sua epoca. Oggi è considerato una delle figure queer più note della storia europea.