Dodici anni di lotta per una legge
Dodici anni di lotta, una legge: nel 2017 il Canada sancisce i diritti trans nella legge sui diritti umani.
Il 19 giugno 2017 in Canada la legge federale Bill C-16 ricevette il Royal Assent e acquistò forza di legge. Aggiungeva alla Legge canadese sui diritti umani e al codice penale i concetti di «identità di genere» ed «espressione di genere», creando per la prima volta a livello federale una tutela esplicita per le persone trans e non binarie contro discriminazione, discorsi d’odio e crimini d’odio.
La storia di questa legge fu lunga ed estenuante. I primi tentativi di proteggere le persone trans a livello federale risalgono al 2005, quando il politico dell’NDP Bill Siksay presentò per la prima volta la proposta. Diversi tentativi fallirono in Senato, prima che il governo liberale di Justin Trudeau facesse del tema una questione di governo nel 2016. La ministra della Giustizia Jody Wilson-Raybould presentò simbolicamente il Bill C-16 il 17 maggio 2016, Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Il 15 giugno 2017 il Senato lo approvò con 67 voti contro 11; quattro giorni dopo seguì la firma formale.
In concreto la legge modificava tre punti: ampliava l’elenco dei divieti di discriminazione nella legge sui diritti umani, includeva le persone trans nella tutela esistente contro la propaganda d’odio e stabiliva che l’odio basato sull’identità di genere costituisce una circostanza aggravante nella commisurazione della pena. Il senatore Grant Mitchell, che si era battuto per anni per la legge, la riassunse così: la legge non offriva solo protezione, ma anche un messaggio del Parlamento a tutte le canadesi e a tutti i canadesi. Il Bill C-16 ebbe attenzione internazionale perché il Canada fissava così uno standard: in molti altri Paesi una tutela comparabile mancava ancora anni dopo.