Come una capa di governo si sposò il primo giorno del matrimonio egualitario
Il 27 giugno 2010 l’Islanda divenne il nono Paese con il matrimonio egualitario, e la capa del governo si sposò subito lei stessa.
Il 27 giugno 2010 entrò in vigore in Islanda la nuova legge sul matrimonio neutra rispetto al genere, e la premier Jóhanna Sigurðardóttir sfruttò subito il primo giorno per sposare la sua compagna di lunga data.
Poche settimane prima, l’11 giugno 2010, il Parlamento islandese, l’Althing, aveva approvato la modifica con 49 voti contro 0. Nessun membro votò contro, e i sondaggi mostravano un ampio sostegno nella popolazione. La riforma ridefiniva il matrimonio come unione di due persone e rendeva neutri tutti i riferimenti nel diritto matrimoniale. L’unione registrata per coppie dello stesso sesso, esistente dal 1996, divenne così superflua. Il presidente Ólafur Ragnar Grímsson firmò la legge il 22 giugno; cinque giorni dopo entrò in vigore.
L’Islanda divenne così il nono Paese al mondo in cui le coppie dello stesso sesso potevano sposarsi, dopo Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia e Portogallo. In Europa era il settimo, tra i Paesi nordici il terzo dopo Norvegia e Svezia.
Una nota particolare la diede alla giornata la persona al vertice dello Stato. Jóhanna Sigurðardóttir era premier dal febbraio 2009 ed è considerata la prima capa di governo apertamente omosessuale dell’epoca moderna. Lei e la sua compagna, la scrittrice Jónína Leósdóttir, avevano stipulato un’unione registrata già nel 2002. Il 27 giugno 2010 le due fecero semplicemente convertire l’unione in matrimonio e furono così tra le prime coppie sposate secondo il nuovo diritto. Non ci fu una grande cerimonia: il vero messaggio era l’uguaglianza giuridica stessa. Diritti uguali dovevano portare anche lo stesso nome.
L’Islanda è oggi tra i Paesi con i diritti più ampi per le persone queer al mondo e figura regolarmente in testa alle classifiche internazionali.