Omicidio d’odio: la morte che creò un movimento
Un omicidio in un parcheggio dell’Arizona: la morte di Richard Heakin nel 1976 creò un movimento.
Il 6 giugno 1976 Richard J. Heakin Jr. viene picchiato a morte nel parcheggio della Stonewall Tavern a Tucson, in Arizona. Il ventunenne gay di Lincoln, Nebraska, è in vacanza da amici. Nella notte del 6 giugno un gruppo di 13 liceali ubriachi tra i 15 e i 17 anni, a caccia deliberata di gay, gli tende un agguato. Quando Heakin e i suoi amici escono dal bar, i ragazzi gli si avventano contro e lo picchiano fino a fargli perdere i sensi. Muore per le ferite.
Vengono incriminati solo quattro dei tredici aggressori: quelli che i testimoni hanno potuto identificare come autori diretti dei colpi. Gli altri nove sono considerati complici, contro i quali non ci sono prove sufficienti. Il giudice Ben Birdsall derubrica il fatto a omicidio colposo, perché nonostante l’attacco coordinato non vuole riconoscere premeditazione, e tratta il caso come procedimento minorile. Gli atti vengono secretati, tutti e quattro ottengono la libertà vigilata. La sentenza indigna Tucson: la popolazione inonda le pagine delle lettere dei giornali, e gay e lesbiche si organizzano per la prima volta come comunità. Solo otto mesi dopo l’omicidio, nel febbraio 1977, il consiglio comunale di Tucson approva un’ordinanza antidiscriminazione che tutela le persone LGBTQ nell’assunzione, nell’alloggio e nell’accesso ai luoghi pubblici. Tucson è così tra le primissime città degli Stati Uniti con una legge simile. Nello stesso anno si tiene il primo picnic del Gay Pride in memoria di Heakin, da cui nasce il Tucson Pride, attivo ancora oggi. Nel 2002 la città inaugurò una lapide commemorativa per Heakin davanti al municipio.