Non binario per la prima volta: una sentenza cambia il diritto
Un tribunale dell’Oregon riconosce per la prima volta negli USA una persona ufficialmente come non binaria: un precedente di grande risonanza.
Il 10 giugno 2016 la giudice Amy Holmes Hehn del tribunale della contea di Multnomah, in Oregon, emise una sentenza senza precedenti negli Stati Uniti: riconobbe ufficialmente Jamie Shupe come non binaria, né uomo né donna. Con una sola frase nel testo della sentenza fu per la prima volta riconosciuto ufficialmente un terzo genere nella storia giuridica americana.
Shupe, 52 anni, veterana, aveva prestato servizio per 18 anni nell’US Army prima di iniziare a vivere come donna nel 2013. Ma nemmeno questa classificazione corrispondeva alla sua realtà. Nell’aprile 2016 presentò un’istanza al tribunale insieme all’avvocato Lake Perriguey. Perriguey descrisse poi l’udienza come «una cosa di routine», senza immaginare che avrebbe fatto la storia. Il Transgender Law Center definì la sentenza la prima decisione di questo tipo negli Stati Uniti. Lambda Legal la citò in seguito come precedente in una causa volta a ottenere per le persone non binarie l’accesso a un corrispondente indicatore nel passaporto.
La storia di Shupe poi non fu lineare. Nel 2019 dichiarò pubblicamente di essere tornata alla sua identità maschile di nascita, una svolta strumentalizzata intensamente dagli ambienti conservatori. Nel 2022 ritrattò questa dichiarazione, rivendicò la sua identità trans e condannò il modo in cui la sua storia era stata usata per fini anti-trans. Shupe morì nel gennaio 2025.
Indipendentemente dal percorso personale di Shupe, la sentenza del 10 giugno 2016 è considerata una pietra miliare giuridica: aprì per la prima volta la strada a un riconoscimento legale al di là del sistema binario dei generi, e negli anni successivi fu seguita da decisioni analoghe in numerosi Stati americani.