Un club letterario come copertura
Un club letterario come copertura: nel 1946 nacque ad Amsterdam la più antica organizzazione queer del mondo.
Il 7 dicembre 1946 circa centocinquanta persone si riunirono ad Amsterdam per fondare un’associazione. Il nome faceva pensare a un circolo letterario: Shakespeareclub. Era voluto. Dietro quella facciata innocua si incontravano omosessuali, e mai prima nei Paesi Bassi tante persone si erano riunite a causa del loro orientamento sessuale come quella sera.
Le radici risalgono all’anteguerra. Nella primavera del 1940 uscì per la prima volta «Levensrecht», una rivista per lettori omosessuali. Poco dopo la Germania occupò i Paesi Bassi, e la rivista entrò in clandestinità. Dopo la liberazione riprese le pubblicazioni, e dalla cerchia dei suoi lettori nacque il club. Il primo presidente fu l’ex partigiano Niek Engelschman. Anche lui agiva sotto falso nome e si faceva chiamare Bob Angelo.
Tre anni dopo arrivò la copertura successiva. Il club si chiamò da allora Cultuur- en Ontspanningscentrum, in breve COC, cioè centro per la cultura e il tempo libero. Le autorità rimasero diffidenti e negarono a lungo all’associazione il riconoscimento ufficiale. Il suo principale obiettivo politico era l’abolizione dell’articolo 248bis del codice penale. Questo puniva i contatti omosessuali con persone tra i sedici e i ventun anni, mentre per gli eterosessuali bastavano sedici anni.
Solo sotto Benno Premsela, presidente dal 1962, l’associazione si tolse la maschera. Premsela fu il primo attivista apertamente gay ad apparire nella televisione olandese. Nel 1971 l’articolo 248bis cadde, e poco dopo seguì il riconoscimento reale del COC.
Il club di copertura di allora è diventato la più antica organizzazione LGBTQ+ ancora esistente al mondo. Oggi sostiene gruppi partner in oltre trentacinque Paesi.