Una benedizione, ma non un matrimonio
Nel 2023 il Vaticano autorizzò per la prima volta benedizioni per le coppie dello stesso sesso. Con limiti chiari.
Il 18 dicembre 2023 il Vaticano pubblicò un documento che quasi nessuno si aspettava. Con la dichiarazione «Fiducia supplicans» il Dicastero per la Dottrina della Fede autorizzò per la prima volta i sacerdoti cattolici a benedire coppie dello stesso sesso. Papa Francesco aveva approvato il testo lo stesso giorno con la sua firma.
La svolta era notevole. Appena due anni prima l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede aveva ancora affermato che la Chiesa non ha il potere di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso. In Germania alcuni operatori pastorali avevano allora celebrato benedizioni in segno di protesta. Ora Roma faceva un passo verso di loro.
Ma con limiti stretti. Il documento non cambiava nulla alla dottrina secondo cui il matrimonio esiste solo tra uomo e donna. La benedizione non può essere un rito, non può essere collegata a un’unione civile e non deve ricordare un matrimonio né negli abiti, né nei gesti, né nelle parole. Come occasioni adatte il Vaticano indicava per esempio un pellegrinaggio o l’incontro con un sacerdote. Va benedetto ciò che nella vita delle coppie è «vero, buono e umanamente valido».
Per molti credenti queer fu comunque una svolta. Il gesuita americano James Martin, da anni una voce per i cattolici LGBTQ, lo riassunse in breve: fino a ieri non poteva benedire coppie simili, da oggi poteva farlo, anche se con limitazioni.
L’opposizione non si fece attendere. Nel gennaio 2024 le conferenze episcopali africane dichiararono congiuntamente che nel loro continente tali benedizioni non sarebbero state impartite, perché causavano confusione e scandalo. Roma pubblicò un chiarimento e lasciò l’attuazione in gran parte ai vescovi locali.
Così «Fiducia supplicans» resta un compromesso tipicamente cattolico: troppo poco per gli uni, troppo per gli altri. Eppure la Chiesa universale ha così riconosciuto ufficialmente per la prima volta che anche due uomini o due donne possono chiedere insieme la benedizione di Dio.