Un sì alla fine del mondo
Due attivisti arrivano fino alla Terra del Fuoco per sposarsi. Il loro matrimonio diventa il primo del genere in America latina.
Il 28 dicembre 2009 a Ushuaia due uomini si dicono sì. Alex Freyre e José María Di Bello diventano così la prima coppia dello stesso sesso dell’America latina a sposarsi civilmente. Per questo momento hanno dovuto viaggiare fino all’estremità meridionale del continente.
In realtà i due attivisti volevano sposarsi già il 1º dicembre a Buenos Aires. La data era stata scelta di proposito: è la Giornata mondiale contro l’AIDS, ed entrambi vivono con l’HIV. Si erano conosciuti a una conferenza sul tema. Ma poco prima della cerimonia un giudice bloccò le nozze, benché un altro tribunale le avesse autorizzate. Le autorità della capitale non sapevano più quale sentenza seguire. La coppia attese in abito davanti all’ufficio di stato civile e tornò a casa senza essersi sposata.
L’aiuto arrivò dalla Terra del Fuoco. La Costituzione argentina non prescrive che un matrimonio debba essere tra uomo e donna. La governatrice Fabiana Ríos sfruttò questo margine e rese possibili le nozze per decreto, dopo un primo rifiuto dell’ufficio di stato civile locale. Parlò di un importante progresso per i diritti umani e l’inclusione sociale.
La festa fu semplice. Invece delle cravatte i due uomini portavano grandi fiocchi rossi, in solidarietà con tutte le persone che vivono con l’HIV. Il presidente dell’istituto nazionale contro la discriminazione fece da testimone e definì la giornata storica. La Chiesa cattolica reagì indignata. Un vescovo del sud del Paese parlò addirittura di un attacco alla sopravvivenza dell’umanità.
Al Congresso c’era già un disegno di legge sull’apertura del matrimonio, bloccato da settimane. Le nozze di Ushuaia tennero il tema sulle prime pagine. Nel luglio 2010 l’Argentina divenne infine il primo Paese dell’America latina a introdurre il matrimonio egualitario a livello nazionale. Ciò che era cominciato alla fine del mondo valeva ora in tutto il Paese.