Quando Ginevra sentì «Gay rights are human rights»
Nel 2011 a Ginevra Hillary Clinton fece dei diritti dei gay diritti umani. Una frase con conseguenze.
Il 6 dicembre 2011 il Palais des Nations di Ginevra divenne il palcoscenico di una frase che fece il giro del mondo. Quella sera la segretaria di Stato americana Hillary Clinton si presentò davanti a un auditorium delle Nazioni Unite gremito. L’occasione era la Giornata dei diritti umani, che cadeva quattro giorni dopo. Il discorso aveva il titolo innocuo «Free and Equal in Dignity and Rights», tratto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Di che cosa avrebbe parlato davvero, il suo staff lo aveva tenuto per sé di proposito. Si temeva che altrimenti alcuni ambasciatori non si sarebbero nemmeno presentati.
In sala sedevano infatti anche diplomatici di Stati in cui l’amore tra persone dello stesso sesso è vietato. Ascoltarono una segretaria di Stato inequivocabile: «I diritti dei gay sono diritti umani, e i diritti umani sono diritti dei gay.» La formula richiamava volutamente il suo celebre discorso di Pechino del 1995, in cui aveva dichiarato i diritti delle donne diritti umani. Clinton contestò anche l’affermazione che l’omosessualità sia un’invenzione dell’Occidente. Persone gay e lesbiche esistono in ogni Paese e in ogni cultura.
Le parole non rimasero senza seguito. Lo stesso giorno la Casa Bianca pubblicò un memorandum del presidente Barack Obama. Impegnava le amministrazioni statunitensi a battersi all’estero contro la criminalizzazione delle persone LGBT. Anche gli aiuti allo sviluppo dovevano servire da leva. Per la prima volta un governo americano rendeva esplicitamente i diritti delle persone queer parte della sua politica estera.
Non tutti ne furono contenti. Voci conservatrici in patria e all’estero parlarono di ingerenza in convinzioni culturali e religiose. Eppure il discorso di Ginevra è considerato ancora oggi una svolta. Tirò fuori i diritti di lesbiche, gay, persone bisessuali e trans dalla nicchia diplomatica e li collocò dove devono stare: al centro dei diritti umani universali.