L’omosessualità non è più una malattia
Non più malati: nel 1973 la psichiatria americana cancellò l’omosessualità dal suo manuale diagnostico.
Il 15 dicembre 1973 il consiglio direttivo dell’American Psychiatric Association prese una decisione che avrebbe cambiato la vita di milioni di persone. L’omosessualità da quel momento non era più considerata un disturbo psichico. La società scientifica la cancellò dal suo manuale diagnostico, il DSM, uno dei testi di riferimento più influenti della psichiatria mondiale.
Uno sguardo indietro mostra quanto pesasse la vecchia diagnosi. Esattamente ventitré anni prima ai membri del Congresso americano era stato consegnato un rapporto del Senato. Sosteneva che gli omosessuali fossero malati mentali e quindi un rischio per la sicurezza dello Stato. In quegli anni migliaia di persone persero il posto nell’esercito e nell’amministrazione. La diagnosi di malattia non era quindi mai stata una semplice questione medica. Forniva la giustificazione per l’esclusione.
Il cambio di rotta non arrivò da solo. Attiviste e attivisti come Barbara Gittings e Frank Kameny per anni disturbarono congressi specialistici e pretesero di avere voce in capitolo. Indimenticabile resta un intervento del 1972: uno psichiatra salì sul podio mascherato e con la voce distorta, presentandosi come «Dr. H. Anonymous». Dichiarò di essere omosessuale e a sua volta psichiatra. Solo molto più tardi John Fryer si rivelò come l’uomo dietro la maschera.
Nella sua risoluzione l’associazione dichiarò che non avrebbe più imposto l’etichetta di malattia a chi si sente sano e se la cava bene nella vita quotidiana. Allo stesso tempo si pronunciò a favore di leggi che proteggano le persone omosessuali dalla discriminazione.
L’effetto andò ben oltre gli Stati Uniti, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità seguì solo nel 1990. E molte cose restarono per il momento com’erano. Le leggi sulla sodomia continuarono a valere nella maggior parte degli Stati, e le cosiddette terapie di conversione furono offerte ancora per decenni. Eppure la decisione è considerata una svolta. Chi è considerato malato viene curato. Chi è considerato sano può rivendicare diritti.