Un angelo contro l’oblio
Un angelo dal collo spezzato: nel 1994 Francoforte ricevette il primo monumento tedesco agli omosessuali perseguitati.
L’11 dicembre 1994 Francoforte sul Meno ricevette un monumento come la Germania non ne aveva mai avuti. Dopo una cerimonia nella Paulskirche, sulla Klaus-Mann-Platz fu inaugurato il «Frankfurter Engel», l’angelo di Francoforte. Era il primo monumento scultoreo a tutto tondo del Paese a ricordare espressamente la persecuzione di uomini e donne omosessuali durante il nazionalsocialismo.
L’idea non venne dalla città, ma dalla comunità. Un piccolo gruppo di attivisti aveva avviato il progetto quattro anni prima, fondando apposta un’associazione. Il concorso fu infine vinto dall’artista Rosemarie Trockel, che vive a Colonia.
Il suo progetto a prima vista appare discreto. Come modello servì un’antica figura d’angelo che un tempo ornava il portale occidentale del duomo di Colonia. Trockel tagliò la testa alla figura e la rimise al suo posto leggermente spostata. La frattura sul collo resta visibile. Chi guarda bene riconosce una ferita che non si può più cancellare.
Sul basamento c’è un testo che risuona ancora oggi. I crimini sono stati negati, le vittime taciute e i sopravvissuti disprezzati, vi si legge. Non è un’esagerazione. Il paragrafo 175, inasprito dai nazisti, restò in vigore nella Repubblica federale per decenni. Solo nel giugno 1994, appena sei mesi prima dell’inaugurazione, scomparve definitivamente dal codice penale.
Anche il luogo fu scelto con intenzione. La piccola piazza si trova nel cuore del quartiere queer di Francoforte, tra bar e un cinema. Il ricordo non sta quindi in periferia, ma proprio lì dove si svolge la vita queer.
Francoforte aprì la strada. Colonia seguì un anno dopo con il «Rosa Winkel» sulla riva del Reno, Berlino solo nel 2008 con il monumento nel Tiergarten. L’iscrizione si chiude con un avvertimento: uomini che amano uomini e donne che amano donne possono sempre tornare a essere perseguitati.