Un romanzo viene distrutto perché chiede tolleranza
Nel 1928 un giudice fece distruggere un romanzo lesbico perché chiedeva tolleranza. Il divieto si ritorse contro di lui.
Il 16 novembre 1928 al Bow Street Magistrates’ Court di Londra fu emessa una sentenza che avrebbe segnato la letteratura lesbica per decenni. Il magistrato capo Sir Chartres Biron dichiarò osceno il romanzo di Radclyffe Hall «The Well of Loneliness». Tutte le copie sequestrate dovevano essere distrutte.
Il libro era uscito in estate e aveva ricevuto dapprima recensioni benevole. Poi il direttore del «Sunday Express» pubblicò un articolo incendiario: preferirebbe dare a un bambino sano una fiala di acido prussico piuttosto che questo romanzo. L’editore Jonathan Cape si spaventò e sottopose il libro al ministro dell’Interno. Questi ne chiese il ritiro. Cape fece allora stampare il testo a Parigi, ma la dogana sequestrò le spedizioni.
Significativo è ciò che davvero disturbava Biron. Il romanzo contiene ben poche scene esplicite, e i rapporti sessuali tra donne in Inghilterra non erano nemmeno reato. A scandalizzare il giudice era piuttosto che la protagonista Stephen Gordon non finisse come esempio ammonitore. Il libro chiedeva riconoscimento e tolleranza per donne come lei. Proprio questo lo rendeva pericoloso.
Numerosi esperti erano pronti a testimoniarne il valore letterario, tra cui Virginia Woolf ed E. M. Forster. Biron non diede loro la parola, perché sull’oscenità decideva solo il tribunale. Quando Hall protestò ad alta voce in aula, minacciò di farla allontanare. Anche un appello non ebbe successo.
Il divieto ottenne l’effetto opposto. In Francia e negli Stati Uniti il romanzo trovò un vasto pubblico, e in Gran Bretagna il tema fu improvvisamente sulla bocca di tutti. Radclyffe Hall morì nel 1943 senza aver visto una ristampa britannica. Solo nel 1949 «The Well of Loneliness» tornò in libreria nel Paese. Oggi è considerato uno dei romanzi lesbici più importanti del Novecento.