Una corona dal forte valore simbolico
Il primo Mister Gay Namibia: una passerella come dichiarazione politica, una corona e poco dopo una brutale aggressione.
Il 26 novembre 2011 a Windhoek fu eletto per la prima volta un Mister Gay Namibia. Ciò che suona come lustrini e passerella era un evento politico in un Paese in cui i rapporti sessuali tra uomini erano ancora reato. La Namibia era così, dopo il Sudafrica, solo il secondo Paese del continente con un concorso simile.
Si presentarono cinque candidati. Vinse Wendelinus Hamutenya, l’unico nero in gara. Viene da un villaggio del nord del Paese, dove dell’omosessualità quasi non si parla. Quando la sua famiglia lo scoprì, fu ripudiato e portato in una clinica psichiatrica. Solo dopo lunghi colloqui si ritrovarono.
Le reazioni alla serata furono notevoli. Il partito d’opposizione RDP lodò l’evento come un incontro alla pari. Un noto giurista dei diritti umani vi vide la prova che persone di diverso orientamento possono convivere pacificamente.
L’euforia durò poco. Poco più di una settimana dopo l’incoronazione, due uomini lo aspettarono vicino a casa sua, nella township di Katutura. Pretesero il suo presunto premio in denaro, lo spinsero a terra e gli spaccarono una bottiglia in faccia. Hamutenya restò ventiquattro ore in osservazione in una clinica e sporse denuncia. Se dietro ci fosse avidità o omofobia, lo lasciò volutamente aperto. Non voleva alimentare dibattiti inutili.
Arrendersi non era un’opzione per lui. La primavera successiva andò all’elezione di Mister Gay World a Johannesburg, dove fu tra i primissimi partecipanti dell’Africa nera. In seguito assunse lui stesso la direzione del concorso nazionale.
Il divieto coloniale di sodomia che incombeva sul suo titolo fu abolito dalla High Court solo nel 2024. La serata di Windhoek è tra i primi momenti in cui la vita queer in Namibia divenne visibile pubblicamente.