L’attentato al Club Q
Cinque morti alla vigilia del Transgender Day of Remembrance: l’attentato al bar queer Club Q.
Il 19 novembre 2022 al Club Q di Colorado Springs è un sabato sera del tutto normale. In programma c’è uno spettacolo drag, al bancone si ride e si ordina. L’unico bar queer della città è per molti habitué una specie di salotto. Il giorno dopo vi si dovrebbe inoltre celebrare il Transgender Day of Remembrance, la giornata in memoria delle vittime della violenza transfobica.
Poco prima di mezzanotte un uomo armato entra nell’atrio e apre subito il fuoco. L’attacco dura solo pochi minuti. Se non costa ancora più vite, è merito di alcuni clienti. Un veterano dell’esercito, venuto con la famiglia a vedere lo spettacolo, si getta sul tiratore e gli strappa l’arma. Un altro cliente aiuta a tenerlo a terra fino all’arrivo della polizia.
Muoiono cinque persone. Tra loro due baristi e la donna trans Kelly Loving, in visita in città quella sera. Anche il barista Daniel Aston era trans. Numerosi altri clienti restano feriti, alcuni gravemente. Il gesto colpisce una comunità che si sentiva già vulnerabile dopo l’attentato al nightclub Pulse di Orlando sei anni prima.
La giustizia reagisce con fermezza. Nell’estate 2023 l’autore si dichiara colpevole davanti a un tribunale del Colorado e riceve cinque ergastoli. Un anno dopo segue la sentenza di un tribunale federale, questa volta esplicitamente anche per crimini d’odio. Le autorità parlano di un atto mirato contro le persone queer.
Il Transgender Day of Remembrance del giorno seguente fu interamente dedicato ai morti. Da allora ogni anno, il diciannove novembre, commemorazioni ricordano Daniel Aston, Kelly Loving, Ashley Paugh, Derrick Rump e Raymond Green Vance. I loro nomi rappresentano l’amara esperienza che gli spazi sicuri queer non sono mai scontati.