Karlsruhe apre l’indicazione del sesso
Karlsruhe apre l’indicazione del sesso. Nella stessa data era nata un tempo Herculine Barbin.
L’8 novembre 2017 la Corte costituzionale federale di Karlsruhe rese pubblica una decisione che cambiò radicalmente il diritto tedesco dello stato civile. Fino ad allora il registro delle nascite conosceva solo «femminile» e «maschile». Alle persone intersex restava al massimo la possibilità di lasciare vuoto il campo. Non bastava, stabilì il primo senato. Chi non si riconosce durevolmente né come donna né come uomo ha diritto a un’indicazione positiva propria.
Il ricorso era stato presentato da una persona intersex nota con il nome di Vanja, sostenuta dalla campagna «Dritte Option», terza opzione. La Corte affermò che la Legge fondamentale non impone una regolamentazione esclusivamente binaria del sesso. Il legislatore ebbe tempo fino alla fine del 2018 per creare un’ulteriore possibilità o rinunciare del tutto all’indicazione. Scelse «divers».
Che la decisione fosse resa nota proprio quel giorno fu un caso. Ma l’8 novembre ha da tempo un significato proprio. È il compleanno di Herculine Barbin e viene celebrato in tutto il mondo come Intersex Day of Remembrance.
Barbin nacque nel 1838 a Saint-Jean-d’Angély, nella Francia occidentale. Crebbe come una bambina, frequentò grazie a una borsa di studio una scuola di suore e divenne insegnante. Lì Herculine si innamorò di una collega. Dopo una visita medica intervennero le autorità, e un tribunale dichiarò Herculine uomo. Da allora il nome fu Abel. Barbin si trasferì a Parigi, visse in povertà e mise per iscritto i propri ricordi. Nel 1868, a ventinove anni, Barbin si tolse la vita.
Le memorie si sono conservate. Negli anni Settanta il filosofo Michel Foucault le ripubblicò e rese questa voce accessibile a un vasto pubblico.
Tra la nascita di Barbin e la decisione di Karlsruhe passarono quasi centottant’anni. La domanda di fondo è rimasta la stessa: chi decide, in fondo, quale sia il sesso di una persona?