Non più reato, ma solo a porte chiuse
Il 27 luglio 1967 il sesso tra uomini fu depenalizzato in Inghilterra e Galles. Ma solo sopra i 21 anni e lontano da occhi indiscreti.
Il 27 luglio 1967 a Londra il Sexual Offences Act ricevette l’assenso reale ed entrò in vigore lo stesso giorno. Per la prima volta da decenni gli atti sessuali tra due uomini in Inghilterra e Galles non erano più punibili in linea di principio, purché entrambi avessero più di 21 anni e restassero «in private».
L’aveva preceduta una lotta tenace. Dall’emendamento Labouchere del 1885 qualsiasi forma di «gross indecency» tra uomini era reato. In base a questa norma furono condannati tra gli altri Oscar Wilde e Alan Turing; fino al 1954 ogni anno oltre mille uomini erano in carcere per questo. Il rapporto Wolfenden, pubblicato nel 1957, raccomandava di togliere dal diritto penale gli atti consensuali tra adulti: doveva esistere un ambito di moralità privata che semplicemente non riguardava lo Stato. Una proposta di attuazione fallì in Parlamento nel 1960.
La riforma fu infine portata avanti dal pari conservatore Lord Arran alla Camera dei lord e dal deputato laburista Leo Abse alla Camera dei comuni. Il ministro dell’Interno Roy Jenkins lasciò libertà di voto. Abse definì il diritto vigente ingiusto e inapplicabile; alcuni deputati parlarono di un lasciapassare per i ricattatori. Dopo una notte intera di dibattito il progetto superò la terza lettura con 101 voti contro 16.
Ciò che rimase alla fine fu un compromesso stretto. Una situazione non era più considerata privata appena erano presenti più di due persone o si svolgeva in un luogo accessibile al pubblico. Le navi mercantili furono escluse. Fallirono comunque le proposte di punire la promozione dell’omosessualità o di alzare l’età del consenso a 25 anni. La legge valeva solo per Inghilterra e Galles. Scozia e Irlanda del Nord ne restarono fuori, e fino alla parità giuridica sarebbero passati altri decenni.