Il Senato apre il matrimonio alle coppie dello stesso sesso
Quarto Stato al mondo: nel 2005 il Senato canadese apre il matrimonio alle coppie dello stesso sesso.
Il 19 luglio 2005 il Senato canadese votò a Ottawa in terza lettura il «Civil Marriage Act» (Bill C-38) e lo approvò con 47 voti contro 21 e tre astensioni. La legge ridefiniva il matrimonio a fini civili come «l’unione legale di due persone, con esclusione di ogni altra», aprendolo così per la prima volta in tutto il Paese alle coppie dello stesso sesso.
La strada fu lunga: già dal 2003 tribunali dell’Ontario e della British Columbia avevano dichiarato incostituzionale la definizione tradizionale di matrimonio, e altre province e territori seguirono via via. Nel dicembre 2004 la Corte suprema del Canada confermò in un parere che una legge federale in tal senso sarebbe stata compatibile con la Carta canadese dei diritti e delle libertà e che i ministri di culto non potevano essere obbligati a sposare coppie dello stesso sesso. Il ministro della Giustizia Irwin Cotler presentò il progetto nel febbraio 2005 a nome del governo di minoranza del primo ministro Paul Martin alla Camera dei comuni, che lo approvò il 28 giugno 2005 con 158 voti contro 133. In Senato guidò la pratica Serge Joyal; i voti in entrambe le camere erano liberi, quindi deputati, senatrici e senatori non dovevano attenersi alla linea di partito.
Il giorno dopo l’approvazione del Senato, il 20 luglio 2005, il «Civil Marriage Act» ricevette l’assenso reale ed entrò così in vigore. Il Canada divenne il quarto Stato al mondo e il primo del continente americano a sancire per legge il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello nazionale, dopo Paesi Bassi, Belgio e, solo poche settimane prima, Spagna. Un tentativo dell’opposizione conservatrice di riaprire la questione dopo le elezioni del 2006 fallì nettamente nel dicembre dello stesso anno alla Camera dei comuni, con 175 voti contro 123, e la legge rimase definitivamente in vigore.