Fine del divieto di donare sangue per gli uomini gay
Dopo 33 anni di divieto: dall’11 luglio 2016 in Francia gli uomini gay e bisessuali poterono di nuovo donare il sangue, con restrizioni.
L’11 luglio 2016 entrò in vigore in Francia un decreto che, per la prima volta dopo più di tre decenni, consentiva di nuovo agli uomini gay e bisessuali di donare il sangue.
Dal 1983 una circolare del ministero della Salute escludeva in blocco dalla donazione gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Il motivo era la paura della trasmissione dell’HIV nei primi anni dell’epidemia di AIDS, quando mancavano ancora test affidabili. Anche quando i metodi diagnostici migliorarono molto, il divieto rimase in vigore per decenni e fu sempre più criticato come discriminatorio dalle organizzazioni per i diritti umani.
Una prima svolta politica arrivò il 3 aprile 2015, quando l’Assemblea nazionale approvò all’unanimità un emendamento alla legge sulla sanità pubblica: nessuno poteva essere escluso dalla donazione di sangue a causa del proprio orientamento sessuale. La ministra della Salute Marisol Touraine annunciò quindi un’apertura graduale. Con il decreto del 5 aprile 2016 furono ridefiniti i criteri di selezione per le donazioni di sangue e plasma; entrarono in vigore l’11 luglio 2016.
L’apertura restava però legata a condizioni rigide: gli uomini potevano donare il sangue solo se da almeno dodici mesi non avevano avuto rapporti sessuali con un uomo; per il plasma il termine era di quattro mesi. Le associazioni LGBT accolsero il passo come atteso da tempo, ma criticarono duramente la persistente disparità rispetto ai donatori eterosessuali. Il periodo di astinenza per la donazione di sangue fu ridotto a quattro mesi nel 2020; dal 2022 valgono per tutti i donatori gli stessi criteri, indipendentemente dall’orientamento sessuale.