L’ultima esecuzione per omosessualità
Due semplici artigiani, un androne, un esempio: l’ultima esecuzione per omosessualità in Francia.
Il 6 luglio 1750 sulla Place de Grève a Parigi due uomini furono strangolati e poi bruciati. Fu l’ultima esecuzione per atti tra persone dello stesso sesso nella storia francese.
La loro storia iniziò nella notte del 4 gennaio 1750. In rue Montorgueil una guardia della ronda notturna sorprese il quarantenne Jean Diot, che lavorava in una salumeria, e il ventitreenne Bruno Lenoir, giovane artigiano del vicinato, mentre facevano sesso in un androne. Furono arrestati entrambi. Nell’accusa si diceva soltanto che si erano comportati in modo indecente; un giudice parlò di un crimine che per decenza non si poteva descrivere per iscritto.
Il processo iniziò l’11 aprile, il 27 maggio arrivò la condanna a morte. Colpiva la durezza: a quel tempo la maggior parte dei procedimenti contro i cosiddetti sodomiti si concludeva con ammonimenti o brevi detenzioni; le condanne a morte riguardavano quasi solo casi legati ad altri crimini, come l’omicidio. Il cronista Edmond Barbier annotò che i due non avevano alcun legame con ambienti influenti. Proprio perché erano semplici lavoratori senza protettori, si fece di loro un esempio.
Il 6 luglio li portarono sulla Place de Grève, il luogo abituale delle esecuzioni. Verso le cinque furono uccisi. La sentenza stessa non fu letta alla folla; Barbier pensò dapprima che fossero stati graziati. Alcune autorità temevano che le punizioni pubbliche mettessero in testa ai giovani idee che non conoscevano.
Nel 1791 l’amore tra persone dello stesso sesso scomparve dal diritto penale francese. Solo nel 2014 la sindaca Anne Hidalgo fece apporre in rue Montorgueil una targa commemorativa che ricorda l’ultima coppia giustiziata in Francia perché si amava. Da allora è stata vandalizzata più volte.