Come il «matrimonio per tutti» divenne realtà in una sola settimana d’estate
Una frase della cancelliera, una corsa contro il tempo: come la Germania approvò nel 2017 il «matrimonio per tutti» in una sola settimana.
Il 7 luglio 2017 il Bundesrat tedesco diede il via libera all’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Si concludeva così una lotta durata decenni, e un thriller politico che si era accelerato in pochi giorni.
A lungo l’Unione CDU/CSU aveva bloccato il tema. Dal 2001 le coppie omosessuali potevano stipulare solo un’unione civile registrata, trattata giuridicamente sempre come qualcosa di secondario. Ma nel giugno 2017 la situazione bloccata si mosse all’improvviso: durante una tavola rotonda la cancelliera Angela Merkel abbandonò a sorpresa il suo blocco e propose di trattare la questione come decisione di coscienza. Quello che doveva essere un vago accenno fu subito preso alla lettera da SPD, Verdi, Linke e FDP.
Seguì una corsa contro il tempo, poco prima della pausa estiva e delle imminenti elezioni federali. Il 30 giugno il testo, nato in origine da un’iniziativa del Bundesrat, approdò all’ordine del giorno del Bundestag. Dopo un dibattito carico di emozione e con la sospensione della disciplina di gruppo, 393 deputati su 623 votarono per l’apertura del matrimonio. Anche decine di politici dell’Unione votarono sì, mentre la stessa Merkel votò contro.
Una settimana dopo il Bundesrat suggellò la legge. «Per gay e lesbiche è una pietra miliare della parità dei diritti», dichiarò in seduta la presidente del Bundesrat Malu Dreyer. Lo Stato riconosceva finalmente che la responsabilità che queste coppie si assumono l’una per l’altra non era affatto di seconda classe. Da allora il codice civile recita semplicemente: il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso.
La legge entrò in vigore il 1º ottobre 2017. Già il primo giorno si dissero sì coppie che avevano aspettato a volte per decenni.