Un tribunale distrettuale abbatte il divieto di matrimonio in Colorado
Il 9 luglio 2014 un giudice dichiarò incostituzionale il divieto di matrimonio gay in Colorado.
Il 9 luglio 2014 il giudice distrettuale C. Scott Crabtree dichiarò incostituzionale il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso nello Stato americano del Colorado. Nella sentenza sul caso Brinkman contro Long e sul caso collegato McDaniel-Miccio contro Hickenlooper affermò che il divieto violava le garanzie di parità di trattamento e di giusto processo che il 14º emendamento della Costituzione americana assicura a tutte le cittadine e a tutti i cittadini.
Il procedimento era stato avviato da una coppia lesbica che nell’ottobre 2013 aveva impugnato il divieto sancito nella Costituzione dello Stato dopo essersi vista negare una licenza di matrimonio. In seguito si unirono altre nove coppie, diverse delle quali crescevano figli o erano già sposate in altri Stati.
Particolarmente notevole era un dettaglio della motivazione: dal 2013 il Colorado consentiva le civil unions, una sorta di unione registrata. Crabtree però non considerò la loro semplice esistenza un progresso, bensì un’ulteriore prova della discriminazione. Poiché queste unioni negavano alle coppie numerosi diritti aperti alle coppie sposate, non attenuavano l’effetto discriminatorio del divieto di matrimonio, ma lo dimostravano.
Il giudice sospese subito la sentenza in attesa dei ricorsi in appello. Ma la decisione fu un tassello importante sulla strada dell’uguaglianza. Dopo che nell’ottobre 2014 la Corte suprema degli Stati Uniti respinse ricorsi analoghi provenienti da altri Stati, il 6 ottobre 2014 iniziarono anche in Colorado i primi matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il Colorado divenne così il 25º Stato americano con il matrimonio egualitario, poco meno di un anno prima che la Corte suprema dichiarasse legittimo il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutto il Paese nel 2015.