La disobbedienza civile apre gli uffici di stato civile
«Disobbedienza civile»: un tribunale del Colorado lascia che le coppie dello stesso sesso continuino a sposarsi nonostante il divieto.
Il 10 luglio 2014 un giudice dello Stato americano del Colorado decise che la cancelliera della contea di Boulder poteva continuare a rilasciare licenze di matrimonio alle coppie dello stesso sesso, benché il divieto statale di matrimonio fosse formalmente ancora in vigore.
Hillary Hall aveva cominciato già il 25 giugno 2014 a sposare coppie dello stesso sesso, dopo che una corte d’appello federale aveva dichiarato incostituzionale il divieto di matrimonio nel vicino Utah. Il procuratore generale John Suthers la citò allora in giudizio per il «caos giuridico» da lui denunciato. Il giudice Andrew Hartman definì espressamente il comportamento di Hall disobbedienza civile, ma richiamò la tradizione di Agostino e di Martin Luther King Jr., secondo cui una legge ingiusta non è una legge. Respinse un provvedimento cautelare contro di lei, perché lo Stato non aveva fornito una motivazione sufficiente.
Solo un’ora dopo la sentenza anche la cancelliera di Denver, Debra Johnson, annunciò che avrebbe rilasciato licenze con effetto immediato. Samantha Getman e Victoria Quintana ricevettero nel pomeriggio la prima licenza della città, mentre Anna e Fran Simon furono la prima coppia a sposarsi a Denver quello stesso giorno, alla presenza del figlio Jeremy di sette anni. Il giorno dopo si unì anche la contea di Pueblo; lì in un solo giorno furono rilasciate 25 licenze.
La situazione giuridica restò però fragile: già il 18 luglio la Corte suprema del Colorado bloccò con un provvedimento d’urgenza il rilascio a Denver e nella contea di Adams. Solo il 7 ottobre 2014, dopo che la Corte suprema degli Stati Uniti respinse un ricorso, il matrimonio tra persone dello stesso sesso divenne definitivamente legale in Colorado. I matrimoni già celebrati in estate non ne furono toccati e rimasero validi.