Un film d’amore con l’etichetta di pornografia
Un dramma d’amore gay in un campo di iniziazione: nel 2018 un divieto X18 cacciò «Inxeba» dai cinema sudafricani.
Il 13 febbraio 2018 il tribunale d’appello dell’autorità sudafricana per i film e le pubblicazioni riclassificò il film «Inxeba». Invece che dai 16 anni, ora era vietato ai minori di 18 con la categoria X18. Questa categoria è in realtà prevista per la pornografia: il film poteva essere proiettato solo in sexy shop autorizzati. Per i cinema equivaleva a un divieto.
Il dramma di John Trengove è ambientato sulle montagne del Capo Orientale. L’operaio Xolani accompagna lì alcuni giovani attraverso l’Ulwaluko, il rito di circoncisione e iniziazione degli xhosa. Uno dei novizi scopre il suo segreto: un amore nascosto per un altro uomo. Il film era la candidatura ufficiale del Sudafrica agli Oscar e aveva vinto premi in festival di oltre venti Paesi.
In patria incontrò una forte opposizione. Il Congresso dei leader tradizionali e la Man and Boy Foundation accusarono gli autori di distorcere un rito sacro e di svelarne i segreti. Già prima alcuni cinema del Capo Orientale avevano annullato le proiezioni dopo intimidazioni al personale. La troupe vedeva dietro l’indignazione soprattutto omofobia. L’organizzazione Sonke Gender Justice parlò di un ritorno ai tempi della censura. Molti fecero notare che il film tratto dall’autobiografia di Nelson Mandela mostrava di più del rito.
Notevole fu anche la procedura. I cineasti non poterono esprimersi davanti al tribunale. Ricevettero la motivazione scritta solo dieci giorni dopo, e non spiegava perché il film dovesse essere privo di valore artistico. I produttori si rivolsero subito al tribunale. All’inizio di marzo tribunale e ricorrenti cedettero e accettarono provvisoriamente un divieto ai minori di 18 anni. Dal 9 marzo 2018 «Inxeba» tornò nelle sale di tutto il Paese.