Toronto insorge dopo le retate nelle saune
Dopo la retata migliaia di persone scesero in piazza a Toronto. La notte che divenne lo Stonewall del Canada.
Il 6 febbraio 1981, poco prima di mezzanotte, migliaia di persone si radunarono all’angolo tra Yonge e Wellesley Street a Toronto. Erano furiose. La notte prima la polizia, con il nome in codice «Operation Soap», aveva fatto irruzione contemporaneamente in quattro saune gay. Gli agenti forzarono armadietti con il piede di porco, distrussero l’arredamento e schernirono i clienti. Quasi trecento uomini furono denunciati come frequentatori di una casa di tolleranza, altri venti come gestori. Fu il più grande arresto di massa nella storia della città. La polizia non trovò alcun indizio di prostituzione.
La risposta della comunità arrivò più in fretta di quanto chiunque si aspettasse. Con volantini, catene telefoniche e passaparola si organizzò una protesta in un giorno. Al culmine oltre tremila persone sfilarono per il centro fino al commissariato della 52ª divisione. Lì li attendeva un muro di divise. Il corteo si diresse a nord verso il Parlamento dell’Ontario, dove la situazione degenerò. Ci furono tafferugli, feriti e undici arresti.
Per molti quella notte fu una svolta. Uomini che per anni avevano taciuto per paura di essere scoperti e di perdere il lavoro si trovavano improvvisamente in piazza a viso aperto. Seguirono altre manifestazioni, un fondo per la difesa degli imputati e un ampio dibattito sull’arbitrio della polizia. La maggior parte degli accusati fu poi assolta. Nel giugno dello stesso anno Toronto celebrò un Lesbian and Gay Pride Day, da cui nacque uno dei più grandi Pride del mondo.
Oggi le retate e la protesta sono considerate lo Stonewall di Toronto. Le scuse si fecero attendere a lungo. Solo nel 2016, dopo trentacinque anni, il capo della polizia della città chiese pubblicamente perdono. Molti attivisti lo definirono un primo passo, niente di più.