Un venerdì pieno di licenze di matrimonio
Sessantasei coppie, un pomeriggio: come una funzionaria anticipò nel 2004 il matrimonio egualitario nel New Mexico.
Il 20 febbraio 2004 l’ufficio della contea di Sandoval, nel New Mexico, visse un venerdì insolito. La cancelliera della contea Victoria Dunlap, una repubblicana, rilasciò licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso. La sua motivazione era sobria: nessuna legge dello Stato lo vietava. Solo un vecchio modulo parlava di uomo e donna, e una legge sulla parità vietava espressamente la discriminazione basata sul sesso. Con la politica o la morale non aveva nulla a che fare, disse.
La notizia si diffuse in fretta. Poco più di una settimana prima San Francisco aveva cominciato a sposare coppie, e ora il dibattito sembrava arrivato anche nel Sud-ovest rurale. Nel pomeriggio intervenne la procuratrice generale Patricia Madrid. Dichiarò nulle le licenze, e Dunlap sospese il rilascio. Fino ad allora sessantasei coppie avevano ricevuto il loro documento.
Pochi giorni dopo il presidente George W. Bush citò i fatti del New Mexico chiedendo un divieto costituzionale nazionale del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Un tribunale vietò a Dunlap ulteriori rilasci. Un’organizzazione conservatrice chiese di annullare le licenze già concesse. Non accadde mai. La controversia si arenò.
Il colpo di scena arrivò anni dopo, ed era agrodolce. Due donne che quel venerdì avevano ricevuto una licenza si separarono. Quando una chiese il divorzio, l’altra sostenne che il matrimonio non era mai stato valido. Una giudice di Santa Fe nel 2010 la vide diversamente: le licenze erano al massimo annullabili, ma non nulle fin dall’inizio. La procedura di divorzio poté proseguire. Proprio davanti al giudice del divorzio uno dei matrimoni della contea di Sandoval dimostrò la propria validità.
Per tutte le coppie dello Stato il New Mexico aprì il matrimonio solo alla fine del 2013, dopo una sentenza della sua Corte suprema.