Il ministro che parlò chiaro il giorno del suo compleanno
Un coming out alla radio, nel giorno dei suoi 36 anni: Leo Varadkar diventa il primo ministro apertamente gay dell’Irlanda.
Il 18 gennaio 2015 Leo Varadkar era seduto nello studio di RTÉ Radio 1. Era una domenica mattina, e il ministro della Salute irlandese quel giorno compiva trentasei anni. Nell’intervista con la conduttrice Miriam O’Callaghan pronunciò una frase che fece rapidamente il giro del Paese: «Sono un uomo gay.» Non era mai stato un segreto, aggiunse, ma nemmeno qualcosa che tutti sapessero.
Varadkar divenne così il primo membro di governo apertamente gay nella storia dell’Irlanda. In Parlamento sedevano già due deputati laburisti apertamente gay. Ma fino ad allora nessuno che vivesse apertamente la propria omosessualità aveva ricoperto un incarico ministeriale.
Le sue ragioni erano personali e politiche insieme. A lungo per lui era venuta prima la carriera; solo di recente aveva fatto pace con sé stesso. Inoltre erano in arrivo decisioni che lo riguardavano direttamente. A maggio il popolo avrebbe votato sul matrimonio egualitario, e sul suo tavolo c’erano anche questioni sulla donazione di sangue e sulla maternità surrogata. Nessuno doveva poterlo accusare in seguito di un’agenda nascosta. Voleva, disse Varadkar, essere un cittadino con pari diritti nel proprio Paese.
Le reazioni furono notevolmente pacate. Il primo ministro Enda Kenny fece sapere che era una questione privata di Varadkar. Da governo e opposizione arrivarono parole di rispetto, e il Gay and Lesbian Equality Network lodò il suo coraggio come segnale per i giovani queer.
Quella mattina Varadkar espresse una speranza: la prossima generazione di politiche e politici non avrebbe più dovuto rilasciare interviste simili. Quattro mesi dopo l’Irlanda disse sì al matrimonio egualitario. E nel 2017 il figlio di un padre indiano e di una madre irlandese fu eletto Taoiseach, primo capo di governo apertamente gay del Paese.