Il matrimonio egualitario arrivò mentre Stormont taceva
Un astuto termine fissato da Londra aprì il matrimonio egualitario all’Irlanda del Nord. Stormont arrivò due giorni troppo tardi.
Il 13 gennaio 2020 in Irlanda del Nord si chiuse una lacuna che a lungo era sembrata un muro. Quel lunedì entrò in vigore un’ordinanza che apriva il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Inghilterra, Galles e Scozia conoscevano il matrimonio egualitario già dal 2014. L’Irlanda del Nord era l’ultima parte del Regno Unito a rifiutarlo.
Tentativi c’erano stati. Nel Parlamento regionale di Stormont nel 2015 si formò per la prima volta una risicatissima maggioranza per l’apertura del matrimonio. Il Democratic Unionist Party però bloccò la decisione con uno strumento di veto, la cosiddetta «petition of concern». Poi calò il silenzio. Dal 2017 il governo regionale nordirlandese restò del tutto paralizzato per un conflitto tra i grandi partiti.
Nell’estate del 2019 intervenne Westminster. Il deputato laburista Conor McGinn, cresciuto lui stesso in Irlanda del Nord, inserì un emendamento in una legge piuttosto tecnica sulla formazione del governo. L’idea era tanto semplice quanto astuta: se Stormont non avesse ripreso a funzionare entro il 21 ottobre 2019, Londra avrebbe dovuto introdurre il matrimonio egualitario per ordinanza. La Camera dei Comuni approvò a larga maggioranza. Il termine scadde, e il meccanismo si mise in moto.
Il colpo di scena arrivò poco prima della scadenza. Dopo tre anni di stallo i partiti si accordarono, e Stormont riprese i lavori nel fine settimana. Due giorni dopo la nuova norma entrò comunque in vigore. Non si poteva più fermarla.
Contemporaneamente anche le coppie di sesso diverso poterono per la prima volta stipulare un’unione civile. Per le coppie dello stesso sesso cominciò ora l’attesa delle pubblicazioni. Nel febbraio 2020 Robyn Peoples e Sharni Edwards si dissero sì, prima coppia dello stesso sesso dell’Irlanda del Nord. Amnesty International parlò di una giornata storica per l’uguaglianza e i diritti umani.