Karlsruhe abolisce l’obbligo di operazione per le persone trans
Il bisturi non è più una condizione: nel 2011 Karlsruhe abolì l’obbligo di operazione per le persone trans in Germania.
L’11 gennaio 2011 la Corte costituzionale federale di Karlsruhe emise una decisione che pose fine a un’imposizione durata decenni per le persone trans in Germania. Chi voleva cambiare l’indicazione del sesso doveva fino ad allora sottoporsi a un intervento chirurgico ed essere permanentemente sterile. Così prescriveva la legge sui transessuali del 1980.
Il ricorso era stato presentato da una donna trans di circa sessant’anni. Portava da tempo il suo nome femminile, ma giuridicamente era ancora un uomo. Viveva con una donna e voleva tutelare questa relazione. Proprio qui stava il problema. L’unione registrata era aperta solo alle coppie dello stesso sesso, e faceva fede l’indicazione nel registro dello stato civile. L’ufficio di stato civile respinse le due. Senza operazione restava loro solo il matrimonio, come uomo e donna.
Alla fine si sposarono davvero, mentre il procedimento era ancora in corso. Vista l’età, non volevano aspettare oltre. La donna portò comunque fino in fondo il ricorso costituzionale.
I giudici del primo senato le diedero ragione. Il matrimonio la costringeva in un ruolo contrario al suo sentire e rendeva visibile a tutti che era trans. E ritennero l’obbligo di operazione incompatibile con il diritto all’autodeterminazione sessuale e all’integrità fisica. Se una persona vive stabilmente nel genere percepito non lo si vede dal bisturi, ma dalla coerenza con cui conduce quella vita. Le due norme da quel momento non potevano più essere applicate.
Per molte persone era troppo tardi. Si erano fatte operare e sterilizzare in precedenza, spesso non per scelta, ma perché lo Stato lo pretendeva. Su un indennizzo si discute da allora a più riprese.
La legge sui transessuali restò in vigore per oltre un altro decennio, anche se Karlsruhe l’aveva smontata pezzo per pezzo. Solo nel novembre 2024 la sostituì la legge sull’autodeterminazione. Oggi basta una dichiarazione all’ufficio di stato civile.