La prima manifestazione gay d’Europa
Sei mesi prima di Stonewall, alcuni giovani osano all’Aia la prima manifestazione gay d’Europa.
Il 21 gennaio 1969 alcuni giovani si trovano davanti al Binnenhof dell’Aia, sede del Parlamento olandese, e fanno qualcosa che in Europa non si era mai visto: manifestano pubblicamente per i diritti degli omosessuali. Il loro obiettivo è un solo articolo.
L’articolo 248bis del codice penale risaliva al 1911. Puniva i contatti sessuali tra adulti e giovani dello stesso sesso sotto i ventun anni. Per i contatti eterosessuali il limite era di sedici anni. La legge quindi non proteggeva tanto i giovani quanto marchiava un orientamento. Per decenni portò condanne, ricatti ed esistenze distrutte.
La protesta era organizzata da una federazione di gruppi di lavoro studenteschi sull’omosessualità, la FSWH. Il COC, la storica organizzazione omosessuale del Paese, aveva creato questa diramazione solo un anno prima. La presiedeva la giovane studentessa di scienze politiche Joke Swiebel. Il momento era scelto con cura: in Parlamento si discuteva il bilancio del ministero della Giustizia, e con esso l’articolo 248bis.
L’azione non era radicale. Swiebel ricordò in seguito una manifestazione piuttosto tranquilla e composta. Eppure fu una rottura. Fino ad allora il COC aveva trattato solo a porte chiuse, con discrezione e senza clamore. Ora omosessuali e alleati si mostravano in piena strada.
Circa sei mesi dopo a New York ci fu la rivolta dello Stonewall Inn. La manifestazione dell’Aia è perciò considerata l’inizio del movimento gay moderno nei Paesi Bassi e la prima manifestazione di questo tipo in Europa. La pressione ebbe effetto: nel 1971 il Parlamento abrogò l’articolo 248bis.
Joke Swiebel restò fedele alla causa per tutta la vita. In seguito sedette al Parlamento europeo e a ottantadue anni conseguì un dottorato su sei decenni di politica gay olandese.