L’uomo che fece di sé stesso un oggetto di ricerca
Ricattato, quasi alla fine, poi comunque la denuncia: Karl Friedrich Jordan mise per iscritto la propria vita nel 1900.
Il 14 settembre 1926 morì a Berlino un uomo che oggi quasi nessuno conosce. Karl Friedrich Jordan era dottore in scienze naturali, poi insegnante e professore in un Realgymnasium. Gli mancavano nove giorni al compleanno. Con lui il primo movimento omosessuale perse uno dei suoi compagni di lotta più costanti.
In quel movimento era noto con un altro nome. Come «Max Katte», Jordan fece parte per anni del collegio dei fiduciari del Comitato scientifico-umanitario, l’organizzazione fondata da Magnus Hirschfeld nel 1897. Lo pseudonimo alludeva a Hans Hermann von Katte, l’amico di gioventù di Federico II, il cui rapporto con il principe ereditario è spesso interpretato come omoerotico.
Il suo testo più importante uscì nel 1900 nell’«Annuario per gli stadi sessuali intermedi». S’intitolava «Dalla vita di un omosessuale» e parlava di lui stesso. Jordan scrisse di non essersi mai sentito attratto da una donna. Descrisse le infatuazioni dello scolaro, la prima esperienza con un compagno di scuola, gli uomini di cui più tardi si innamorò. E raccontò come due uomini lo ricattarono a lungo, fino a portarlo sull’orlo del suicidio. Alla fine li denunciò. Furono condannati a pesanti pene detentive.
Il coraggio stava nello scrivere stesso. Si offriva come oggetto di osservazione, scrisse Jordan all’inizio, e chiedeva di esaminare senza pregiudizi ciò che diceva di sé. Per molti lettori una simile confessione era allora un aiuto per sopravvivere.
Rivelò il suo pseudonimo solo nel 1919, il secondo anno della Repubblica. Prima un’esposizione pubblica gli sarebbe costata il posto, ma dal 1908 viveva di rendita. Poco dopo divenne vicepresidente della «Gemeinschaft der Eigenen» intorno ad Adolf Brand e la rappresentò nel comitato per l’abolizione del paragrafo 175. A Berlino tenne conferenze con titoli come «Perché e in che misura il nostro amore è legittimo?». Una sua fotografia non è ancora oggi conosciuta.