Due donne trans scrivono la storia del Parlamento
Per la prima volta due donne trans al Bundestag: una notte elettorale che cambiò la politica queer tedesca.
Il 26 settembre 2021 la Germania elesse un nuovo Bundestag. Nella notte elettorale fu chiaro che quel Parlamento sarebbe stato diverso. Con Tessa Ganserer e Nyke Slawik vi entravano per la prima volta due donne apertamente trans. Entrambe erano candidate dei Verdi, entrambe persero i loro collegi a Norimberga e Leverkusen. Furono comunque elette, tramite la lista regionale.
Ganserer non era una sconosciuta: sedeva già nel Landtag bavarese e aveva abbandonato il vecchio nome nel 2018. Sulla scheda però c’era ancora quello. Il motivo: Ganserer si rifiutava di cambiare nome secondo la legge sui transessuali allora vigente. Questa richiedeva perizie psicologiche, una decisione del tribunale e molte risposte intime. Così l’iscrizione nei documenti restò com’era. Ganserer definì il nome sbagliato sulla scheda doloroso e umiliante. Sui suoi manifesti rispose con ironia: «Chi vuole Tessa deve votare Ganserer.»
Slawik, di Leverkusen, aveva ventisette anni. Anche lei conosceva per esperienza la procedura lunga e costosa del cambio di nome. In politica voleva essere visibile, perché diventasse più difficile discriminare le minoranze di genere.
Il Bundestag non era però del tutto privo di precedenti. In passato una sola persona che vi aveva seduto aveva fatto coming out come trans, e solo dopo il mandato. Ma le prime elette apertamente trans furono Ganserer e Slawik.
Entrambe perseguivano lo stesso obiettivo. La vecchia legge doveva lasciare il posto a una legge sull’autodeterminazione. Questa promessa fu mantenuta. Da novembre 2024 in Germania le persone trans, intersex e non binarie possono cambiare nome e indicazione del genere con una dichiarazione all’ufficio di stato civile.
La notte elettorale del 2021 fu così più di un momento simbolico. Segnò l’inizio di una riforma che ha cambiato sensibilmente la vita quotidiana di molte persone.