La Corte suprema abbatte l’articolo sulla sodomia
Dopo anni di lotta di Caleb Orozco, il tribunale abbatte il divieto coloniale di sodomia.
Il 10 agosto 2016 la Corte suprema del Belize dichiarò incostituzionale il divieto di epoca coloniale degli atti sessuali tra persone dello stesso sesso. Il presidente della Corte Kenneth Benjamin stabilì nel caso Caleb Orozco contro l’Attorney General of Belize che la Section 53 del codice penale violava i diritti costituzionalmente garantiti alla dignità umana, alla vita privata, all’uguaglianza davanti alla legge e alla protezione dalla discriminazione.
La Section 53 risaliva all’epoca coloniale britannica e puniva i «rapporti carnali contro natura» con una pena massima di dieci anni di carcere. Le condanne erano rare, ma in molti contesti la legge serviva a legittimare la discriminazione sociale e istituzionale delle persone queer.
Il ricorso era stato presentato già nel 2010 da Caleb Orozco, direttore dello United Belize Advocacy Movement (UNIBAM). Ricevette sostegno tra gli altri dallo Human Dignity Trust, dalla Commissione internazionale dei giuristi e dalla Commonwealth Lawyers Association; la Chiesa cattolica del Belize e organizzazioni statunitensi si schierarono dalla parte avversa. La presidente di UNIBAM Simone Hill parlò dopo la sentenza di una vittoria per i diritti umani di tutte le cittadine e di tutti i cittadini del Belize.
Nella sentenza il presidente Benjamin ampliò inoltre l’interpretazione del termine «sesso» nella Costituzione del Belize includendovi l’orientamento sessuale. Il governo del primo ministro Dean Barrow rinunciò a presentare appello.
Il Belize fu così il primo Paese dei Caraibi anglofoni in cui la corte suprema dichiarò incostituzionale un simile divieto. Già nel 1991 il Parlamento delle Bahamas aveva depenalizzato gli atti consensuali tra persone dello stesso sesso, ma per via legislativa e non giudiziaria. Attiviste e attivisti speravano che la sentenza del Belize favorisse procedimenti analoghi in Giamaica e in altri Paesi dei Caraibi anglofoni.