La federazione di tennis americana si piega alla sentenza
Una pietra miliare: dopo una sentenza Renée Richards può giocare gli US Open come donna.
Il 17 agosto 1977 la federazione americana di tennis USTA annunciò ufficialmente che Renée Richards poteva partecipare agli US Open come donna.
Il giorno prima la federazione aveva subito una sconfitta giudiziaria: il 16 agosto il giudice Alfred Ascione aveva stabilito che l’USTA non poteva più obbligarla a un test cromosomico. Richards si era sottoposta nel 1975 a un intervento di riassegnazione del sesso e aveva poi vinto diversi tornei femminili. Quando nel 1976 si iscrisse agli US Open, l’USTA introdusse all’ultimo momento il cosiddetto test del corpo di Barr, una misura che secondo il tribunale serviva palesemente solo a escludere Richards.
Secondo il New York Times, Ascione definì il procedimento «gravemente ingiusto, discriminatorio e iniquo» e una violazione della legge antidiscriminazione dello Stato di New York. Sottolineò al tempo stesso che il test restava in linea di principio ammissibile, ma non poteva essere l’unico criterio. Nella dichiarazione del 17 agosto l’USTA ammise di essersi confrontata per un anno con il «problema difficile» di conciliare il riguardo verso una singola persona trans con l’equità verso le altre giocatrici, e accettò ora la sentenza.
Il caso è considerato uno dei primi grandi successi giudiziari di un’atleta trans in assoluto e anticipò dibattiti sulle atlete trans nello sport che proseguono ancora oggi. Poco dopo Richards giocò agli US Open, perse al primo turno contro la campionessa di Wimbledon Virginia Wade, ma raggiunse con Betty Ann Stuart la finale del doppio. In precedenza 25 delle 32 giocatrici iscritte avevano abbandonato per protesta un altro torneo a cui partecipava Richards. Giocò da professionista fino al 1981 e divenne poi allenatrice di Martina Navratilova.