La prima persona apertamente trans con l’oro olimpico
Rigori a Yokohama: Quinn è la prima persona apertamente trans e non binaria a vincere l’oro olimpico.
Il 6 agosto 2021 la nazionale canadese di calcio femminile vinse la finale olimpica contro la Svezia all’International Stadium di Yokohama. Dopo l’1-1 ai supplementari decisero i calci di rigore. Per il Canada era il primo oro olimpico nel calcio in assoluto. A centrocampo giocava Quinn, che quel giorno divenne la prima persona apertamente trans e non binaria a vincere una medaglia olimpica, e subito d’oro.
Quinn, originaria di Toronto, giocava nella nazionale canadese dal 2014 e nel 2016 a Rio de Janeiro aveva già vinto il bronzo, allora ancora con il nome precedente. Nell’autunno 2020 Quinn rese pubblico su Instagram di essere trans e non binaria, abbandonò i due nomi propri e da allora porta solo il cognome. In inglese Quinn usa i pronomi neutri they/them.
Già l’avvio del torneo a Tokyo era una novità: Quinn era la prima persona apertamente trans a partecipare in assoluto ai Giochi olimpici. Il dibattito pubblico riguardava però quasi esclusivamente la sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard, che pochi giorni prima aveva gareggiato come prima donna apertamente trans in una gara individuale e per questo era stata duramente attaccata. La partecipazione di Quinn rimase in gran parte incontestata, perché la questione di vantaggi fisici in questo caso non si poneva neppure.
Quinn accolse il successo con sobrietà. Alcuni giovani avevano scritto di non aver mai visto prima una persona trans nello sport, raccontò Quinn all’emittente CBC. Al tempo stesso Quinn ricordò le ragazze trans escluse dallo sport e le donne trans che sulla strada verso le Olimpiadi devono lottare contro discriminazioni e pregiudizi. «La lotta è tutt’altro che finita», fu il bilancio il giorno della medaglia d’oro.