Addio a Rio Reiser
Cantava «Junimond» e viveva apertamente da gay quando il paragrafo 175 era ancora in vigore. Rio Reiser, morto nel 1996.
Il 20 agosto 1996 Rio Reiser morì in una fattoria a Fresenhagen, nella Frisia settentrionale. Aveva solo 46 anni. Nato nel 1950 a Berlino Ovest come Ralph Christian Möbius, prese il nome d’arte dal protagonista del romanzo Anton Reiser.
Divenne famoso come cantante dei Ton Steine Scherben. Canzoni come «Macht kaputt, was euch kaputt macht» o «Keine Macht für Niemand» divennero inni del movimento delle occupazioni e della protesta. Nel 1975 la band si trasferì in campagna a Fresenhagen insieme ad amiche e amici.
Molto meno noto è che Reiser fu praticamente il primo musicista tedesco a vivere apertamente da gay. Aveva fatto coming out nel 1970 nella sua cerchia privata. Nella fattoria poteva vivere apertamente la propria omosessualità, in un’epoca in cui il paragrafo 175 era ancora nel codice penale. Dalla metà degli anni Ottanta parlò anche nelle interviste delle sue relazioni con uomini. Non fu mai un attivista in senso stretto. Agiva con la sua presenza: truccato, cangiante, androgino, vulnerabile, là dove altri esibivano durezza maschile.
Dopo la fine degli Scherben iniziò nel 1985 la sua carriera solista. «König von Deutschland», «Junimond» e «Für immer und dich» conquistarono le classifiche. Il passaggio a una grande multinazionale gli valse da parte di una parte della scena autonoma l’accusa di tradimento. Che con i guadagni avesse estinto la montagna di debiti della band passò inosservato. Cantava ciò che milioni di altre persone avevano nel cuore. Le sue ballate sono in fondo canzoni d’amore queer, comprese universalmente.
Reiser morì per un collasso circolatorio. Il suo lascito si trova oggi all’Archivio tedesco della letteratura di Marbach, e alla sua tomba a Berlino-Schöneberg i fan vanno ancora in pellegrinaggio. Nel 2022 la Heinrichplatz di Kreuzberg fu ribattezzata Rio-Reiser-Platz.